L’Erboristeria Artemisia nasce nel 1993 con l’idea di occuparsi del rapporto uomo natura, cercando di essere più incisiva nel promuovere iniziative a favore del benessere, della prevenzione delle malattie e per offrire ai consumatori una maggiore libertà di scelta.
Patrizia Polidori e suo marito Raniero Iacobucci, Fitoterapeuta, hanno dato in questi anni numerosi consigli sull’uso delle piante officinali rivolgendosi a coloro che credono negli inesauribili poteri della natura e che chiedono alla fitoterapia di migliorare, prima di tutto, la qualità della vita senza rinnegare l’importanza della medicina ufficiale alla quale ci si deve sempre e comunque rivolgere per qualsiasi tipo di patologia.
Cenni storici dell’erboristeria:
L’erboristeria duemila anni prima di Cristo era già trattata nei papiri egizi.
Omero nell’Iliade parlando di Elena diceva: ”farmaci insigni possedea solubri e mortali ricavati da succhi delle piante che producea la feconda terra di Egitto”.
Chirone il Saggio centaureo insegnò l’arte di curare le ferite ad Achille che guarì il suo amico Patroclo con un' erba cui Linneo diede il nome di Achillea.
Lo stesso Chirone quando fu ferito da una freccia avvelenata si medicò con una pianta che da lui prese il nome di Centaurea.
Consideriamo i babilonesi, i fenici per arrivare ai greci e i romani molto esperti nell’uso di piante medicali.
Aristotele imparò a curarsi le ferite osservando le capre che si strofinavano le parti contuse nei pascoli di Dittamo, erba astringente.
Catone fu il primo che si occupò nell’antica Roma dei vini a base di erbe toniche e ricostituenti.
Genzio re dell’Illiria lasciò il suo nome alla Genziana.
Artemisia, regina di Caria, celebre per i suoi studi botanici, diede il suo nome all’Artemisia Vulgaris.
Il medico piu’ preparato nel mondo classico fu Galeno.
Il medioevo è invece interessante per la farmacologia soprattutto per merito della scuola salernitana e dei monasteri benedettini dove è nato l’uso delle tisane , decotti ed elisir.
Nel 1545 sorse a Padova il primo orto botanico, a Parigi presso la Sorbona l’erboristeria venne riconosciuta in tutta la sua importanza.
Oggi nel XXI secolo, pur non riuscendo a vincere del tutto le malattie, l’erboristeria si pone come valido aiuto nel rispetto dei ruoli professionali.
Non a caso Kneipp diceva: restate fedeli alle vostre erbe medicinali.Se le usate internamente o esternamente, voi avrete la sicurezza che, quantunque non dovreste scegliere bene, esse non vi faranno male.
E’ chiaro che non si riferiva alle piante tossiche.